088
Solo performance di e con Vittoria De Ferrari Sapetto
Assistente: Andrea Valfre’
Musica: Electricity/Nox
In quanti modi diversi può essere guardato il corpo di una donna?
Quale il significato di sé stessi, sotto i vestiti che indossiamo?
Un corpo umano, un oggetto del desiderio, un’anima, una macchina, una
personalità?
In uno spazio privato, intimo, una donna sola guida il pubblico in un semplice gioco
che dovrà portare a un cambiamento del pregiudizio nel nostro bagaglio culturale.
L’incontro ravvicinato con una certa immagine di donna, l’esperienza di condividere
un piccolo spazio, il significato di pagare qualcosa per ricevere qualche cosa in
cambio, intende spostare la prospettiva verso una visione più personale che induca
ciascuno a riflettere sulla condizione femminile in ogni circostanza, in ogni società.
Prima di entrare nello spazio performativo il pubblico sarà invitato a tirare fuori un
pezzo di carta in cui sarà scritto un numero.
Durante lo spettacolo gli spettatori saranno in grado di riconoscere il loro numero,
scritto direttamente sul corpo del danzatore-performer e all’uscita, verrà chiesto
loro di rispondere a una domanda semplice: descrivere esattamente in quale
punto, sul corpo del danzatore, è stato individuato il numero del proprio biglietto.
Se lo spettatore sarà in grado di rispondere correttamente, allora riceverà “un
premio”, come in uno scambio. Una somma simbolica di denaro, per premiare
l’attenzione di ogni persona che sarà stata capace di concentrare l’attenzione su
quel piccolo numero, precedentemente ricevuto, piuttosto che sul corpo nudo di
donna.
088
Solo performance by and with Vittoria De Ferrari Sapetto
assistant Andrea Valfrè
music Electricity/Nox
How many different ways can a woman’s body be seen?
What meaning of one self is hidden under the clothes we wear?
A human body, an object of desire, a soul, a machine, a personality?
In an intimate and private space a single woman guides the audience into a simple
game that will attempt to bring a change of perspective to the way we observe and
look at each other and will suggest a possibility and a mutation of prejudice in our
cultural experience.
The close encounter with a different image of woman and the experience of
sharing a small space, intend to push the perspective towards a personal way of
looking and seeing, that makes everyone reflecting on the female condition in all
circumstances and in all societies.
It’s a game where the spectator is involved and, at the end of the performance,
could perhaps win a “prize” for the looks and the attention placed on the little
elements rather than on a woman’s naked body.